Il Fondo per la Morosità Incolpevole 2026 è una misura statale che sostiene gli inquilini che, per cause indipendenti dalla loro volontà, non riescono più a pagare il canone di locazione dell’abitazione in cui vivono. Il contributo può arrivare fino a 12.000 euro per nucleo familiare e serve a prevenire lo sfratto per morosità e a favorire accordi tra inquilino e proprietario.
Cos’è il Fondo morosità incolpevole
È un fondo nazionale, rifinanziato dalla Legge di Bilancio 2026, che mette a disposizione risorse destinate esclusivamente al pagamento dell’affitto. Le somme vengono distribuite a Regioni e poi ai Comuni, che pubblicano bandi specifici con requisiti, modalità e scadenze.
Quando una morosità è “incolpevole”
La morosità incolpevole si verifica quando l’inquilino non riesce più a pagare il canone per cause sopravvenute e non dipendenti dalla sua volontà. Rientrano tra queste: perdita del lavoro, riduzione significativa del reddito o sospensione dell’attività, grave malattia, infortunio o decesso di un familiare che contribuiva al reddito, situazioni eccezionali che hanno causato un crollo delle entrate o un aumento di spese indispensabili.
Come funziona il Fondo
Lo Stato ripartisce le risorse alle Regioni tramite decreto MIT e MEF. Le Regioni distribuiscono i fondi ai Comuni, con priorità per quelli ad alta tensione abitativa. Ogni Comune pubblica un bando con risorse, requisiti, priorità e modalità di erogazione. I cittadini presentano domanda, il Comune valuta le richieste, formula una graduatoria ed eroga il contributo.
A cosa serve il contributo
Il contributo è vincolato all’uso abitativo e può essere utilizzato per pagare canoni arretrati, coprire canoni futuri per un periodo limitato o contribuire alle spese di trasferimento in una nuova abitazione più sostenibile, se previsto dal bando. La somma viene normalmente erogata direttamente al proprietario dell’immobile.
Requisiti minimi per fare domanda
Requisiti stabiliti dal Decreto 30 marzo 2016: cittadinanza italiana, UE o extra-UE con permesso di soggiorno; ISEE non superiore a 26.000 euro; intimazione di sfratto per morosità; contratto di locazione regolarmente registrato (escluse categorie A1, A8, A9); residenza nell’alloggio da almeno un anno. I Comuni possono integrare ulteriori condizioni.
Criteri di priorità
Nei bandi comunali può essere data priorità a nuclei con almeno un ultrasettantenne, minori conviventi, un familiare con invalidità pari o superiore al 74%, oppure soggetti in carico ai servizi sociali.
Importo del contributo
Il contributo massimo erogabile è di 12.000 euro per beneficiario. L’importo effettivo varia in base alla morosità da sanare, alle risorse disponibili e alla posizione in graduatoria. I Comuni possono fissare massimali inferiori, ma non superarli. L’erogazione può avvenire in unica soluzione o in più tranche.
Come presentare domanda nel 2026
Verificare la pubblicazione del bando sul sito del Comune, leggere attentamente requisiti e scadenze, preparare i documenti (ISEE, contratto di locazione, intimazione di sfratto, documenti che provano le cause della morosità, documento d’identità, eventuali certificazioni aggiuntive). Presentare la domanda nelle modalità previste (PEC, portale online o consegna a mano) e attendere la graduatoria.
Tempistiche 2026
Le tempistiche dipendono da decreto nazionale di riparto fondi, delibera regionale, pubblicazione dei bandi comunali, istruttoria e graduatoria. Ogni Comune stabilisce tempi propri. Per informazioni aggiornate è necessario consultare il sito istituzionale o rivolgersi a URP e uffici comunali.
Riferimenti normativi
D.L. 102/2013, Legge 124/2013, Decreto 30 marzo 2016, Decreto 30 luglio 2021, Legge di Bilancio 2026.