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Riforma della disabilità 2027 e Legge 104: cosa cambia davvero per chi ha già il verbale

Francesca Sassano
9 Min Lettura
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Dal 1° gennaio 2027 la riforma della disabilità entrerà pienamente in vigore su tutto il territorio nazionale. Molte persone che hanno già un verbale di riconoscimento ai sensi della Legge 104 si stanno chiedendo se dovranno rifare la visita e se i loro diritti saranno messi in discussione.

Contents
Il quadro normativo: cosa prevede il D.Lgs. 62/2024Dal 1° gennaio 2027: cosa cambia davveroChi ha già la Legge 104 deve rifare la visita?Il caso dei verbali con revisione: chi può essere richiamatoRevisioni entro il 31 dicembre 2026Revisioni dal 1° gennaio 2027 in avantiDiritti garantiti in attesa della revisioneNuovi criteri medico-legali: non solo la patologiaCosa significa in pratica per chi ha già il riconoscimentoCosa aspettarsi dall’INPS e cosa fare in concretoIn sintesi

La risposta, in linea generale, è rassicurante: il semplice passaggio al nuovo sistema non comporta l’obbligo automatico di sottoporsi a un nuovo accertamento. Vediamo, in modo chiaro e ordinato, cosa cambia e cosa resta invariato.

Il quadro normativo: cosa prevede il D.Lgs. 62/2024

La riforma nasce dal decreto legislativo n. 62/2024, attuativo della legge delega n. 227/2021, che ha ridisegnato l’intero sistema di valutazione della disabilità.

Un punto fondamentale del decreto è il principio di consolidamento delle situazioni già acquisite: le certificazioni rilasciate secondo le vecchie regole continuano a produrre i loro effetti. Le prestazioni, i servizi e le agevolazioni già ottenuti restano quindi salvaguardati.

L’articolo 35 del decreto è espressamente pensato per evitare una “retrocessione” dei diritti: non è previsto alcun azzeramento automatico dei verbali definitivi già in essere.

Dal 1° gennaio 2027: cosa cambia davvero

Se i vecchi riconoscimenti restano validi, la vera novità riguarda il modo in cui verranno gestiti i nuovi accertamenti e, in alcuni casi, le revisioni future.

1. Valutazione di base affidata all’INPS

Dal 1° gennaio 2027, su tutto il territorio nazionale:

  • la procedura passerà esclusivamente attraverso il certificato medico introduttivo;

  • la cosiddetta “valutazione di base” sarà affidata in via esclusiva all’INPS.

In pratica, dopo che il medico curante avrà inviato il certificato introduttivo, non sarà più necessario presentare una domanda separata all’INPS per avviare l’iter: sarà l’Istituto stesso a convocare la persona per la visita.

2. Un unico procedimento per tutte le valutazioni

Un altro elemento centrale è l’unificazione delle valutazioni, che prima seguivano percorsi distinti e spesso frammentati. Confluiranno in un unico procedimento:

  • invalidità civile;

  • cecità e sordità civile;

  • disabilità ai fini lavorativi;

  • riconoscimenti necessari per accedere a prestazioni, servizi e agevolazioni, compresi quelli collegati alla Legge 104.

Questo nuovo sistema è già attivo in via sperimentale in diverse province italiane e la sperimentazione proseguirà fino al 31 dicembre 2026. Dal 1° gennaio 2027 il modello sarà esteso in modo uniforme su scala nazionale.

Chi ha già la Legge 104 deve rifare la visita?

Questa è la domanda più frequente. La risposta, in sintesi, è:

  • No, non è previsto alcun obbligo generale di sottoporsi a una nuova visita solo perché entra in vigore il nuovo sistema.

  • Il passaggio al nuovo modello non comporta, da solo, la riconvocazione di chi ha già un verbale definitivo.

Le certificazioni già rilasciate continueranno a essere valide e a produrre effetti, salvo i casi in cui:

  • il verbale preveda già una revisione a una certa data;

  • la persona presenti una nuova domanda, per esempio per aggravamento o per ottenere ulteriori prestazioni.

Il caso dei verbali con revisione: chi può essere richiamato

Diverso è il discorso per chi possiede un verbale che contiene già una data di revisione.

In questi casi, la convocazione per un nuovo accertamento è possibile, ma:

  • non perché la riforma cancelli il vecchio riconoscimento;

  • semplicemente perché il verbale originario prevedeva fin dall’inizio una revisione a scadenza.

Revisioni entro il 31 dicembre 2026

Per le revisioni fissate entro il 31 dicembre 2026:

  • continueranno ad applicarsi i criteri e le procedure precedenti, secondo la disciplina transitoria;

  • la riforma non modifica retroattivamente le modalità di accertamento per queste situazioni.

Revisioni dal 1° gennaio 2027 in avanti

Per le revisioni che cadranno dal 2027 in poi:

  • potranno trovare applicazione le nuove modalità di valutazione introdotte dalla riforma;

  • la persona potrà quindi essere valutata con il nuovo sistema di “valutazione di base” gestito dall’INPS.

In ogni caso, la revisione deriva dalla natura del verbale, che già la prevedeva, non dall’entrata in vigore del nuovo decreto.

Diritti garantiti in attesa della revisione

Un aspetto molto importante riguarda la tutela dei diritti nelle more della revisione.

L’articolo 25, comma 6-bis, del decreto-legge n. 90/2014, convertito dalla legge n. 114/2014, stabilisce che, in attesa della nuova visita:

  • i diritti restano comunque tutelati;

  • le prestazioni e le agevolazioni già riconosciute non vengono sospese automaticamente solo perché è prevista una revisione.

Questa regola evita vuoti di tutela per chi è in attesa di un nuovo accertamento, anche nel contesto del nuovo sistema.

Nuovi criteri medico-legali: non solo la patologia

La riforma non riguarda solo gli aspetti procedurali, ma anche il modo di valutare la disabilità.

I nuovi criteri medico-legali puntano a considerare:

  • non soltanto la patologia o la diagnosi in sé;

  • ma anche il funzionamento concreto della persona;

  • e la sua interazione con gli ostacoli presenti nei vari contesti di vita, come casa, lavoro, scuola, relazioni sociali e mobilità.

L’obiettivo è quello di avvicinarsi a un modello più moderno, in linea con la Convenzione ONU, che guarda alla disabilità come risultato dell’interazione tra condizioni individuali e barriere ambientali.

Cosa significa in pratica per chi ha già il riconoscimento

Mettendo insieme tutti gli elementi, il quadro per chi ha già un verbale è il seguente.

Verbali definitivi senza revisione

  • Non perdono efficacia con l’entrata in vigore della riforma.

  • Non esiste una “scadenza” generale al 1° gennaio 2027.

  • Non è previsto un obbligo di ripresentare domanda o rifare la visita solo per adeguarsi al nuovo sistema.

Verbali con revisione

  • Se la revisione è fissata entro il 31 dicembre 2026, si applicano ancora le regole precedenti.

  • Se la revisione è fissata dal 1° gennaio 2027 in avanti, l’accertamento potrà essere svolto con le nuove modalità INPS.

  • In attesa della revisione, i diritti restano comunque garantiti, senza sospensioni automatiche.

Nuove domande e aggravamenti

  • Dal 1° gennaio 2027, le nuove domande, inclusi gli aggravamenti, rientreranno nel nuovo sistema di valutazione di base.

  • Il cittadino dovrà passare dal certificato medico introduttivo e seguire la procedura gestita dall’INPS.

Cosa aspettarsi dall’INPS e cosa fare in concreto

Per chi ha già un riconoscimento, il 1° gennaio 2027 non rappresenta una data di scadenza dei propri diritti, ma l’avvio operativo di un nuovo modo di gestire accertamenti e domande future.

In pratica, è consigliabile:

  • controllare il proprio verbale per verificare se è prevista una data di revisione;

  • monitorare le comunicazioni dell’INPS, sia via posta sia tramite i canali online;

  • in caso di convocazione a visita, presentarsi o giustificare l’assenza per evitare problemi sul piano amministrativo;

  • valutare, con l’aiuto di un patronato o di un professionista, se e quando presentare domande di aggravamento o richieste di nuove prestazioni nel nuovo quadro normativo.

In sintesi

  • Il nuovo sistema di valutazione della disabilità entrerà a regime dal 1° gennaio 2027.

  • Chi ha già un verbale di Legge 104 non deve rifare la visita solo per effetto della riforma.

  • I verbali definitivi senza revisione restano validi e i diritti acquisiti sono salvaguardati.

  • I verbali con revisione seguiranno le scadenze già previste, con vecchie o nuove regole a seconda che la revisione cada prima o dopo il 2027.

  • Durante l’attesa della revisione, i diritti restano comunque garantiti.

  • Le vere novità riguardano soprattutto il modo in cui verranno gestiti i nuovi accertamenti e come verrà valutata la disabilità, con un approccio più attento al funzionamento della persona e alle barriere che incontra nella vita quotidiana.

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