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Il nuovo decreto PNRR e Coesione: novità ed accelerazioni

Francesca Sassano
6 Min Lettura
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Il nuovo decreto PNRR e Coesione rappresenta uno dei tasselli conclusivi più rilevanti del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza, intervenendo in modo strutturale sia sulla semplificazione dei procedimenti amministrativi sia sulla digitalizzazione dei servizi pubblici.

Contents
Procedimenti più rapidi e digitalizzatiRafforzamento del Codice dell’Amministrazione Digitale e principio “once only”Nuovi documenti e servizi digitali per cittadini ed elettoriPagamenti digitali e semplificazioni fiscaliInfrastrutture digitali e interoperabilità per la banda ultralargaUn nuovo equilibrio tra semplificazione digitale e responsabilità amministrativa

Al centro del provvedimento vi è la riduzione dei tempi procedimentali e il rafforzamento degli strumenti digitali a supporto di cittadini, imprese e Pubblica amministrazione.

Procedimenti più rapidi e digitalizzati

Il decreto consolida in via definitiva la compressione dei termini procedimentali per gli interventi di protezione civile e per quelli funzionali al PNRR, riducendo drasticamente i tempi per pareri, nulla osta e atti di assenso.

In caso di inerzia delle amministrazioni chiamate a esprimere pareri, il procedimento deve comunque essere concluso senza ritardo, con conseguenze sulla valutazione della performance e sulla responsabilità disciplinare e amministrativo-contabile dei dirigenti.

Nell’ambito della Conferenza di servizi vengono fissati termini perentori (30 o 45 giorni a seconda dei casi) e si rafforza il meccanismo del silenzio-assenso, che opera salvo ipotesi specifiche, con l’introduzione di un’attestazione telematica automatica della sua formazione, obbligatoria anche nei procedimenti non interamente digitalizzati.

Queste misure mirano a rendere il procedimento amministrativo più rapido, prevedibile e orientato al risultato, limitando gli stalli decisionali e riducendo i margini per contestazioni fondate su inerzie procedurali.

Rafforzamento del Codice dell’Amministrazione Digitale e principio “once only”

Il decreto rafforza il Codice dell’Amministrazione Digitale, ribadendo il principio dell’unità dell’invio dei dati: cittadini e imprese non devono fornire alle amministrazioni informazioni già in possesso della PA.

I dati devono essere acquisiti tramite la Piattaforma Digitale Nazionale Dati e attraverso l’interoperabilità tra sistemi informativi.

L’inadempimento degli obblighi di interoperabilità comporta conseguenze dirette sulla retribuzione di risultato dei dirigenti, con una riduzione non inferiore al 30%, introducendo un forte incentivo organizzativo.

Si rafforza anche l’acquisizione diretta dei dati ISEE da parte di scuole, università e Comuni tramite INPS, senza ulteriori richieste ai cittadini: una concreta applicazione del principio “once only”, che riduce oneri e duplicazioni documentali.

Nuovi documenti e servizi digitali per cittadini ed elettori

Il decreto introduce importanti innovazioni in materia di cittadinanza digitale.

Per i cittadini over 70, la Carta d’Identità Elettronica (CIE) avrà validità di 50 anni, diventando di fatto un documento quasi permanente, valido anche per l’espatrio nei Paesi che la riconoscono.

Per le CIE già emesse, l’estensione di validità opera per l’utilizzo sul territorio nazionale e nei rapporti con la PA, riducendo gli adempimenti per cittadini e Comuni.

Viene inoltre avviata la tessera elettorale digitale, destinata a integrarsi nell’IT Wallet dell’App IO.

Gli elettori potranno identificarsi ai seggi tramite smartphone, con dati aggiornati in tempo reale dall’Anagrafe Nazionale della Popolazione Residente (ANPR), riducendo errori, code e consumo di carta.

Il formato digitale affiancherà quello cartaceo come opzione facoltativa.

Queste innovazioni si inseriscono nello sviluppo dell’IT Wallet, che già consente la gestione digitale di patente, tessera sanitaria e carta europea della disabilità, e che includerà progressivamente ISEE, titoli di studio e certificati anagrafici, con una futura integrazione completa della CIE e il superamento dello SPID.

Pagamenti digitali e semplificazioni fiscali

Il decreto interviene anche sui pagamenti elettronici, eliminando l’obbligo di conservare per dieci anni le ricevute cartacee dei pagamenti effettuati tramite POS.

La ricevuta del terminale resta prova di pagamento, ma non è più necessaria la conservazione fisica, grazie alla tracciabilità digitale delle transazioni.

Viene inoltre eliminato l’obbligo di conservazione cartacea delle ricevute pagoPA, completando il processo di dematerializzazione degli adempimenti verso la Pubblica amministrazione.

Infrastrutture digitali e interoperabilità per la banda ultralarga

Il decreto semplifica i rapporti tra operatori di telecomunicazioni e Pubblica amministrazione, riducendo la frammentazione informativa e i tempi di accesso alle infrastrutture esistenti.

L’obiettivo è accelerare la realizzazione delle reti a banda ultralarga, elemento strategico del PNRR.

Procedure autorizzative più snelle e maggiore trasparenza dovrebbero tradursi in tempi più rapidi e minori costi burocratici per operatori e aziende IT coinvolte nei progetti di connettività.

Un nuovo equilibrio tra semplificazione digitale e responsabilità amministrativa

Nel complesso, il decreto delinea un modello di amministrazione più rapido, digitalizzato e fondato sull’interoperabilità dei dati.

La digitalizzazione riduce gli oneri per cittadini e imprese, ma richiede alle amministrazioni un significativo adeguamento tecnologico, organizzativo e delle competenze, soprattutto per gli enti di minori dimensioni.

Il successo del provvedimento dipenderà dalla capacità di creare un sistema integrato tra Pubblica amministrazione, imprese e professionisti, valorizzando la transizione digitale come leva di riforma organizzativa e di coesione territoriale.

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